martedì 16 luglio 2013

Terapia del dolore, le cifre della non prescrizione sul sito di Marco Filippini

Terapia del dolore, le cifre della non prescrizione. Sul sito di Marco Filippini, per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.
Terapia del dolore
Acquistate nel 2012 57,4 milioni di confezioni di farmaci contro il dolore senza ricetta. Questa classe terapeutica è seconda per importanza in termini di spesa e val circa 437 milioni di euro.
Gli antinfiammatori e gli analgesici generali (tra cui spiccano Paracetamolo, Ibuprofene e Diclofenac) rappresentano il 48,6% del mercato, i farmaci contro i dolori muscolari il 39,6%.
I medicinali per i dolori muscolari costituiscono un volume di affari pari a 217,7 milioni di € mentre la spesa per gli analgesici senza prescrizione ammonta a 174,7 milioni di €.
Una cifra enorme soprattutto se messa a paragone di farmaci analgesici con prescrizione: questi farmaci sono molto più efficaci, vengono prescritti dal medico con cognizione di causa e non devono essere pagati di tasca propria (e in ogni caso il mercato che vale meno di 90 milioni di €).

venerdì 12 luglio 2013

Eni / New York: Gay Talese illustra la famosa statua del “Pugilatore in riposo”

New York, al Metropolitan Museum ospite d’eccezione Gay Talese, giornalista e scrittore statunitense, illustra la famosa statua del “Pugilatore in riposo”, capolavoro d’arte esposto per la prima volta negli USA, grazie ad Eni, main sponsor dell’esposizione.
GAY TALESE Pugile in Riposo
Mi chiamo Gay Talese. Questo è il pugile. Questa antica e magnifica statua “il pugile a riposo” è la rappresentazione della preoccupazione che l’uomo ha da tempo immemore della paura.
Da secoli prima della nascita di Cristo e fino a ieri stesso su qualche ring un pugile simile a questo si è confrontato con la paura.
Non c’è nulla di simile al pugilato tra tutti quei tentativi di confrontarsi con la paura di essere sconfitti e non solo ma di essere sconfitti davanti a un folto pubblico di spettatori. Per affrontare questa paura bisogna avere sia senso dell’umiltà che coraggio, in una misura superiore a quella posseduta anche dagli uomini più potenti.
Questa statua porta ancora sul viso i segni che l’artista gli inflisse in un’epoca che sembra precedere la nascita di Cristo ma si tratta di un’opera contemporanea. Questo è un uomo con il quale ho parlato io stesso nel corso della mia carriera di giornalista sportivo al servizio del New York Times – posso dirlo perché negli ultimi cinquant’anni ho parlato con tutti i pugili degni di questo nome.
Credo che quello che ho sentito dai pugili del mio tempo trova un riscontro nell’espressione di questa statua, rappresentazione dei lottatori del tempo antico.
Ricordo i tanti incontri a cui ho assistito dal bordo del ring e durante i quali i pugili cercavano di fare il loro meglio per sconfiggere il loro nemico al momento opportuno di fronte ad una grande folla. E se gli capitava di dover perdere subendo i colpi dolorosi che solo questo sport sa infliggere una volta rimasti soli i pugili dovevano anche dover fare i conti con la loro delusione e sconfitta. Io stesso sono stato negli spogliatoi dopo un match dove sul pavimento giacevano asciugamani e rivolgendomi al pugile attorniato dai suoi trainer chiedevo: Che cosa è successo? Che cosa è successo? Non hai visto che stava arrivando?
Pugile in Riposo
I pugili non cercavano di evadere le domande se lo facevano era perché si rendevano conto che alla fin fine non avrebbero dovuto confrontarsi pubblicamente con la sconfitta perché presto sarebbe arrivato per loro il momento dell’oblio. E così, quando vediamo un pugile dobbiamo pensare alla sua vulnerabilità la condizione umana con la quale possiamo identificarci perché tutti ci confrontiamo con il pericolo tutti moriremo un giorno e tutti noi ci troveremo un giorno di fronte al nostro round finale per questo tutti abbiamo il senso della “fine”.
Quindi quando facciamo domande a un pugile volendo sapere che cosa è successo è come chiedere a noi stessi, nel momento del giudizio: Che cosa è successo? Che cosa è successo?
E non lo sappiamo. È dunque il non sapere che ha il fascino simbolico di questa vita, fatta di concentrazione prima e di confronto poi ed, infine la realizzazione che la vita vissuta da ciascuno di noi sta per terminare svuotando la nostra dimensione spaziale. Spesso apprendiamo il concetto di tragedia da persone le cui esperienze non possiamo né vogliamo condividere. Nessuno vuole condividere la vita solitaria di chi a volte perde e a volte vince quella vita solitaria che un pugile rappresenta.

FONTE: YouTube

martedì 9 luglio 2013

Eni: nessuna emergenza ambientale alla Raffineria di Taranto

Black out Eni: nessuna emergenza ambientale alla Raffineria di Taranto
Taranto, 9 luglio 2013 – Nella giornata di ieri le avverse condizioni metereologiche hanno generato una interruzione di alimentazione elettrica dalla rete nazionale e un successivo blackout che ha interessato tutte le utenze elettriche della Raffineria Eni di Taranto. Il blocco improvviso degli impianti ha attivato gli automatismi che garantiscono il mantenimento delle condizioni di sicurezza del sito.
Logo Eni
La concomitanza delle avverse condizioni meteo e del blocco elettrico non ha consentito di escludere un effetto di “trascinamento” di tracce di acque oleose , causando un fenomeno di iridescenza. A scopo cautelativo, informata immediatamente la Capitaneria di Porto, sono state prontamente messe in atto tutte le azioni necessarie a circoscrivere il fenomeno, quali l’utilizzo di panne di contenimento e sistemi oleoassorbenti.
Le verifiche odierne hanno confermato l’efficacia delle azioni messe in atto . Non si è mai manifestata infatti una situazione di emergenza ambientale anche in considerazione delle ridotte dimensioni del fenomeno. Non è stata rilevata, infatti, traccia di idrocarburi al di fuori dell’area di contenimento.
Attualmente le operazioni procedono senza problemi e si prevede che saranno concluse nell’arco della giornata odierna.
FONTE: eni

Black out Eni, chiazza in mare Taranto, Capitaneria di porto, tutto sotto controllo

Taranto, raffineria eni, la Capitaneria di porto assicura che la situazione è sotto controllo.
ENI: BLACK OUT, SVERSAMENTO MATERIALE IN MARE TARANTO
(ANSA) – ROMA, 8 LUG – In seguito a un black out nella raffineria Eni di Taranto, provocato forse da un fulmine, un grosso quantitativo di prodotto in serata è stato sversato in mare. Una chiazza che ha prodotto un odore sgradevole. Sembrerebbe “prodotto idrocarburico molto leggero”, secondo la Capitaneria di porto, che assicura che la situazione è “sotto controllo: la chiazza non si disperde al largo ma è tutta sotto costa, non c’é necessità di circoscriverla in mare”.

FONTE: ansa.it